Sofalesungen

Noè Albergati
«Cemento e vento»

© Gabriele Capelli Editore / FA

Banco di Bedigliora (Malcantone)

do 25.05.2025 17:00

sarai ospite di Teatro di Banco, via Teatro 9, 6981 Banco di Bedigliora (Malcantone)

Posteggio comunale sotto il campo sportivo, dove si trova un grande piazzale sterrato

Noè Albergati

Noè Albergati, nato nell’Alto Malcantone (1990), si è addottorato all’Università di Pisa in co-tutela con l’Università di Friburgo con uno studio sulla ricezione della magia nella letteratura estense da Boiardo ad Ariosto. Al momento lavora come bibliotecario e come coordinatore delle pubblicazioni e delle manifestazioni alla Scuola universitaria federale per la formazione professionale. Collabora inoltre con il DFA e con la Pädagogische Hochschule Graubünden per la creazione di materiale didattico per la materia italiano. Da alcuni anni fa parte del comitato che organizza il festival letterario e di traduzione Incontri di Bienne. Nel 2019 è uscito il suo primo libro di poesia, Dal tramonto all’alba, presso l’editore Alla chiara fonte.

Moderazione:

Simone Pellicioli

(Poschiavo 1984). Dopo aver conseguito una doppia Laurea in Scienze dell'educazione e in Letteratura e Filologia italiane presso l'Università di Friburgo, è oggi docente di italiano e geografia presso le scuole medie di Massagno e critico letterario. È stato inoltre membro della giuria del prestigioso Premio Strega 2012. Per quattro anni è stato redattore dei «Quaderni grigionitaliani».

«Cemento e vento»

Lei aveva tutto, un impiego, un amore, gli amici, lenormali serate d’aperitivo o i giorni del lavoro. Una vita ordinaria chetrasforma in straordinaria quando smette di riconoscersi e accettarsi, quandoil malessere la scava dentro, implacabile, fino a trasformare i giorni invoragine. La depressione, il ricovero in ospedale accettato controvoglia, lemedicine, le fughe. Le conseguenze sono gli attriti, i silenzi, losfilacciamento dei rapporti, le finzioni per illudersi che vada tutto bene, chetutto tornerà come prima.

Poi c’è il giorno in cui lei si lancia dalla diga dellaVerzasca e mette fine a quel senso di inadeguatezza e a sé stessa.

L’io narrante è chi resta, il viaggiatore immobile, il compagno nell’amore per una donna ma anche lo spettatore dell’alienazione edella perdita. C’è la fatica e talvolta l’aggrovigliata rabbia. È sua la voce che riformula il quotidiano, il sopruso che la malattia, impalpabile eppure conclamata, impone a entrambi. Lui è ciò che resta dopo, col peso della testimonianza, col dovere della rinascita.


Nel solco di una eredità letteraria molto comune nei paesi anglofoni, meno in quella di lingua italiana, Cemento e vento èun romanzo scritto come una poesia, ipnotico e affascinante. Ci racconta con delicatezza e tensione la verità dell’amore ma anche dei suoi abissi; uno scavo devastante in quel miscuglio di ossessione e perdita che è il cuore oscuro delle nostre vite. Ogni pagina è una straordinaria e commovente testimonianza che alla fine della lettura rimane a lungo nel cuore.

 

© Paula Troxler
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